Vallesi: “Firenze e la Fiorentina, un legame unico al mondo”

Vallesi: “Firenze e la Fiorentina, un legame unico al mondo”

Cantautore di fama mondiale, fiorentino doc e grande tifoso viola. Il legame di Paolo Vallesi con Firenze e con la Fiorentina non si può spiegare a parole, è qualcosa, come dice lui, di … “viscerale”. La sua musica lo ha reso famoso in Italia, ma anche all’estero, soprattutto in Spagna e nei paesi dell’America Latina dove i suoi successi come “La forza della vita” hanno avuto grande riscontro. Da sempre Vallesi è anche un grande appassionato di calcio, come dimostra la sua lunga militanza nella Nazionale Cantanti. E noi del Brivido Sportivo abbiamo voluto ascoltare la sua opinione sul momento viola, alla vigilia del big match del Franchi contro il Napoli di Maurizio Sarri.

Paolo Vallesi cosa pensa della Fiorentina di oggi?

“E’ una Fiorentina difficile da valutare. La tragedia di Davide Astori l’ha sconvolta, ma le ha dato anche grande forza. La città si è stretta attorno alla squadra. Tutte le forze si sono legate con nuova linfa e questo ha prodotto anche un piccolo miracolo sportivo. Adesso c’è una flessione che ritengo fisiologica, alla luce della rosa messa a disposizione di Pioli. Credo comunque che sia stata intrapresa una strada giusta anche per gli anni a venire”.

Quanto è stata importante la mano di Pioli?

“Possiamo solo immaginare cosa voglia dire affrontare una situazione del genere. Il ruolo di Pioli è stato determinante. Le critiche, mosse nei suoi confronti a inizio anno, sono state spazzate via”.

Di questa giovane squadra che l’ha impressionata di più?

“Veretout su tutti. Scovato dal niente si è dimostrato un grande giocatore. Ha grinta, sa far gol e fa reparto da solo”.

Cosa dovrebbe fare la società sul mercato futuro?

“Si sentono già le sirene di mercato per i giocatori più importanti, come Chiesa e Veretout. Spero, innanzitutto, che la società faccia blocco, trattenendo i migliori. Poi sarà necessario integrare la rosa per puntare in alto. Ci sono reparti da migliorare, come quello degli esterni. Per varie ragioni, calciatori come Gil Dias, Zekhnini e Lo Faso non si sono dimostrati utili alla causa”.

L’Europa è ancora possibile?

“Ce la possiamo ancora giocare. Molto dipenderà dall’esito di partite difficili come quella contro il Napoli e l’ultima di campionato a Milano”.

A proposito di Napoli, che partita ci aspetta contro i partenopei?

“Il Napoli è la più bella squadra d’Italia, quella che gioca il calcio migliore. Lo ha dimostrato battendo meritatamente la Juventus e ora può conquistare lo Scudetto. Sarà un match difficilissimo, ma aperto a tutti i risultati. All’andata la Fiorentina fece una grande partita. Se mettiamo in campo quello spirito possiamo farcela”.

Dopo la morte di Astori, i Della Valle si sono riavvicinati a Firenze. Secondo lei sono pronti al rilancio?

“Questo è stato il miracolo di Davide. Il legame della famiglia Della Valle con la città non è mai stato troppo passionale. Adesso le cose sono cambiate. Io abito vicino allo stadio e passo tutte le mattine difronte alla sciarpata per Astori e ogni volta ho un brivido. Tutto ciò ha toccato anche il cuore dei Della Valle che hanno capito che Firenze non merita un rapporto distaccato e puramente “manageriale”. Credo che da adesso in avanti saranno molto più partecipi”.

Cosa significa per un fiorentino essere tifoso viola?

“Firenze è una delle poche realtà in Italia in cui l’amore per la propria squadra va oltre tutto e noi lo abbiamo dimostrato dal fallimento ad oggi. Cosa significhi essere fiorentini e tifare Fiorentina è difficile da capire per chi non vive in questa città. E’ un legame viscerale, fatto d’affetto e passione, ma anche d’ironia. Un qualcosa di unico al mondo”.

Lucia Petraroli

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