Un segnale non basta

Un segnale non basta

Nella consapevolezza che comunque questa sarà una stagione di… mezzo, costruita come basamento per un futuro del quale ancora aspettiamo, un po’ risentiti, la reale portata, continuiamo a sperare di riuscire a vedere crescere questo gruppo. La gara di Roma con la Lazio è servita come iniezione di speranza. Mica niente di clamoroso, solo una buona gara, però con la consapevolezza di aver visto qualcosa che cresce, che prova a farsi squadra, che ascolta il proprio allenatore. Ecco adesso viene immediatamente la necessità di riprova. Non basta un segnale, un indizio di qualità, occorre ripetersi. La gara interna con il Sassuolo proprio a questo potrebbe servire. Prima di tutto a rendere meno striminzita la classifica, poi a dare dosi di ottimismo e di voglia di migliorarsi a questa Fiorentina.

©Massimo Sestini

©Massimo Sestini

Con la Lazio si è sfatata la… maledizione dei punti non fatti con le grandi, ora con il Sassuolo ci vorrebbe una vittoria in grado di dare continuità ai sogni, comunque, di crescita.

L’impressione è che sia possibile. Questa di Pioli è squadra piena di imperfezioni, di autentiche ingenuità tattiche, di pressappochismo che bene si interpreta nei tanti gol presi su calcio da palla inattiva. E’ una Fiorentina che trova difficoltà ad andare al gol, senza un autentico bomber, però… però ha ragazzi terribili. Molti dicono senza esitazione: «Sì, bravi, ma tanto andranno via». Possibile, però adesso stanno qua e cerchiamo di «goderceli». Quante volte ci siamo innamorati perdutamente per chi poi sarebbe andato altrove? Troppe, ma oggi Chiesa è nostro e a me piace sognare con lui. E’ un ragazzo pulito, capace di battersi, di interpretare tutti i ruoli, che fatica per tre e corre per dieci. E non è il solo. Godiamoci almeno questi ragazzi terribili e diamogli una mano.

Alessandro Rialti

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