Sergio Forconi: “Ma a che serve i’ Varre? Chiesa deve restare, dove la ritrova una città come Firenze?””

Sergio Forconi: “Ma a che serve i’ Varre? Chiesa deve restare, dove la ritrova una città come Firenze?””

Dopo due sconfitte casalinghe consecutive, quelle contro Hellas Verona e Juventus, la Fiorentina è pronta ad affrontare al Franchi il ChievoVerona. Quel ChievoVerona che all’andata, allo stadio Bentegodi, ha battuto i ragazzi di Pioli evidenziandone diversi limiti. Intanto in città continuano le critiche nei confronti di alcuni singoli e le discussioni sull’eventuale cessione della società. Per analizzare tutti i temi di casa Fiorentina, il Brivido Sportivo ha intervistato in esclusiva Sergio Forconi, attore toscano e tifosissimo viola.

Sergio Forconi, che Fiorentina è quella di quest’anno?

«Faccio volentieri due chiacchiere con voi, ma sulla Fiorentina ultimamente o si parla tanto o non si parla per niente, decida lei! [ride] All’inizio l’è stato difficile, tante cessioni e tanti arrivi, molti dei quali assolutamente sconosciuti. Poi mi sembra che la squadra sia riuscita a trovare una sua quadratura. Alcune partite nell’ultimo periodo sono state un patire, mi riferisco a quelle contro Sampdoria e Verona… Sarebbe stato meglio andare a fare una girata anziché vederle. Poi c’è stata la Juventus, dove gli arbitri hanno deciso che dovevamo perdere».

A proposito di arbitri, come giudica l’introduzione del Var?

«I’ Varre? Ancora c’ho da capire a i’che serve! Qualcuno lo usa, altri non lo usano. Una squadra fa gol e i tifosi devono aspettare a esultare perché potrebbe essere annullato. Io sono sempre stato a favore della moviola in campo, sia chiaro, ma non alla tecnologia come viene usata adesso. Questo calcio non mi appassiona più. Per non parlare dello spezzatino di partite: un si sa più quando si gioca. Vaia vaia…».

Che idea si è fatto della rosa della Fiorentina di quest’anno?

«Secondo me l’è bona… insomma, non esageriamo, non cattiva. Di giocatori interessanti ce ne sarebbero diversi ma mi sembra che non riescano a dare il massimo. Non so se è un problema di motivazioni o se è il manico che non riesce a gestire bene».

Si riferisce a Stefano Pioli?

«Sì, francamente me l’aspettavo un po’ meglio. In questi mesi ha commesso diversi errori di formazione e anche qualche dichiarazione poteva farla diversamente. Resto comunque convinto che siano i giocatori a determinare i risultati e non l’allenatore. Ripeto, forse non sono sufficientemente motivati… Ci sta, non è semplice fare quel lavoro con quella paga da miseria».

Quando parla di giocatori interessanti pensa certamente a Federico Chiesa: crede ci sia il rischio concreto di vederlo andar via a giugno?

«Va via? Sie… Indove? Macché, chissà dove la ritrova una città bella e innamorata di lui come Firenze. Resta sicuro. Potrebbe andare a guadagnare di più, certo, ma secondo me resta. Potrebbe andare a vincere qualcosa di importante, ma insomma resta. Potrebbero offrire una montagna di soldi ai Della Valle… no via, non sono mica così sicuro che resti. Speriamo…».

Le piace Simeone? In città è piuttosto criticato.

«Mah… E’ uno di quelli che potrebbero fare sicuramente meglio. In prospettiva non sarebbe neanche male, il problema è il prezzo del suo cartellino. Secondo me dobbiamo dargli un po’ di fiducia e attendere, tanto ormai s’è pagato e c’è poco da fare. Incoraggiamolo».

Domenica al Franchi arriva il ChievoVerona: che gara si aspetta?

«I’ che aspetto? Aspetto di sapere se si gioca di venerdì, sabato, domenica o lunedì, tanto per cominciare. Una squadra che riesce a perdere in casa contro il Verona può perdere con chiunque. Bisogna starci con i’capo, sennò l’è brutta anche questa partita».

In conclusione, cosa pensa della vicenda Della Valle? Da che parte sta?

«Io sto dalle parti di Grassina, perché?! [ride] Guardi, qui da me c’è la succursale del Bar Marisa, tutti i pomeriggi assisto e partecipo a lunghe chiacchierate sulla Fiorentina, e quindi sui Della Valle. So di andare un po’ controcorrente ma per me è importante sapere che la proprietà è rappresentata da persone serie, che si comportano nel modo giusto nella vita. Mi riferisco alla decisione di dare posti di lavoro alle persone colpite dal terremoto, ad esempio. I fratelli Della Valle potrebbero fare qualcosa in più con la Fiorentina, hanno commesso degli errori in questi anni, ma sono assolutamente dalla loro parte. Spero restino a Firenze, anzi mi auguro che rilancino».

Giacomo Cialdi

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