Renzo Contratto, il mastino che non mollava mai

Renzo Contratto, il mastino che non mollava mai

Concludere la propria carriera in maglia viola con la fascia di capitano al braccio e con una vittoria a Torino con la Juventus è un privilegio unico. Lo ha avuto un solo giocatore della Fiorentina, che per di più è nato a pochi chilometri dalla città della Mole, a Borgaro Torinese, ovvero Renzo Contratto. Quel successo fu una grande soddisfazione per lui, perché con la Juve al Comunale il 27 novembre 1983 segnò a 14 minuti dalla fine una clamorosa autorete, battendo un attonito Giovanni Galli. La Fiorentina stava vincendo 3-2 e Monelli, poco prima, aveva colpito la traversa per il gol del possibile 4-2. Dalla vittoria viola si passò così al definitivo 3-3, dopo una gara splendida caratterizzata da un gol di testa di Antognoni e da una doppietta di Bertoni sotto la curva Fiesole. Contratto ha giocato per otto stagioni a Firenze, dal 1980/81 quando (ancora ventenne) fu acquistato dal Pisa (che militava in serie B) al 1987/88. Poi fu ceduto all’Atalanta, l’avversaria odierna. In campionato con la maglia viola ha disputato 222 partite, senza peraltro segnare mai una rete. L’esordio in serie A avvenne al Comunale alla prima giornata il 14 settembre 1980 nel match con il Perugia vinto dalla Fiorentina di Paolo Carosi per 1-0 con un gol di Antognoni su rigore. Ha partecipato alla splendida cavalcata del campionato 1981/82, quando la Fiorentina arrivò seconda dietro la Juve, sfiorando la conquista del terzo scudetto. In quel torneo Contratto disputò 28 partite su 30, saltando solo le prime due. Poi fu sempre schierato titolare da De Sisti, per lo più con la maglia numero due e solo qualche volta con la numero tre. Era un terzino rapido e veloce e per gli avversari superarlo non era semplice. Con il passare degli anni, però, divenne il marcatore della seconda punta avversaria. Non più solo sulla fascia (all’epoca si giocava a uomo) ma anche in posizione più centrale. Pin indossava la casacca numero due e Contratto la numero tre. Da giocatore viola disputò anche 4 partite con la Nazionale Under 23 e 6 con l’Under 21. Nella sua ultima stagione alla Fiorentina (1987/88), dopo la partenza di Antognoni, il tecnico svedese Sven Goran Eriksson gli affidò la fascia di capitano. Contratto, per la prima volta, giocò a zona. Terzino destro si ma non in marcatura fissa sull’avversario. Doveva coprire la fascia. Insieme a Carobbi costituiva la coppia di terzini titolari. Ma qualche volta l’allenatore svedese gli preferiva Bosco, un mediano adattato a fare il difensore, meno abile in fase di interdizione ma più bravo in fase di costruzione della manovra. Contratto, comunque, disputò 23 partite su 30 e nell’ultima al vecchio Comunale di Torino (l’attuale stadio Olimpico Grande Torino, quello dove gioca il Toro) con la maglia numero due e la fascia di capitano condusse la Fiorentina al successo sulla Juve per 2-1. Segnarono Baggio al 31′ e Di Chiara al 75′. Poi accorciò le distanze per i bianconeri al 78′ su rigore De Agostini. I viola conclusero il campionato all’ottavo posto. La Juve, invece, arrivò sesta a pari punti con il Toro con cui giocò e vinse il derby spareggio per entrare in Coppa Uefa. Contratto, invece, al termine della stagione lasciò la Fiorentina e passò all’Atalanta dove rimase tre anni, disputando 87 partite di campionato senza (come a Firenze) togliersi la soddisfazione del gol.

Ruben Lopes Pegna

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