Pierino Fanna: “Viola arrabbiati e superiori, per il Verona sfida impari”

Pierino Fanna: “Viola arrabbiati e superiori, per il Verona sfida impari”

Nella ventiduesima giornata di Serie A al Franchi andrà in scena la sfida tra Fiorentina ed Hellas Verona. Da una parte i viola, con la voglia di rifarsi dal brutto scivolone di Genova contro la Samp e di riprendere la rincorsa verso un obiettivo che ad agosto sembrava utopia, dall’altra i gialloblù, bisognosi di punti per continuare a credere nella salvezza. Il Brivido Sportivo per l’occasione ha intervistato in esclusiva Pietro Fanna, campione d’Italia con il Verona di Bagnoli nel 1984/85.

Fanna, che Fiorentina le sembra quella targata Stefano Pioli?

«Quando ho visto giocare i viola ho sempre visto una squadra con la voglia di fare possesso palla, di creare occasioni attraverso una manovra, un gruppo pieno di ottime individualità. In estate c’è stata una semi-rivoluzione, sono partiti elementi importanti e sono arrivati giovani poco conosciuti ma che stanno dimostrando di poterci stare. Serviva un po’ di tempo per vedere la Fiorentina di Pioli, le prima partite della stagione non era ancora una squadra nel vero senso del termine, ma fa parte del gioco quando decidi di cambiare molto. Mi sembra che lo scetticismo agostano si stia pian piano trasformando in applausi per dei ragazzi che in campo danno tutto. La sconfitta contro la Samp la ritengo un incidente di percorso con la formazione viola che era pure in emergenza».

Le piace Pioli come allenatore? Quale crede sia il valore aggiunto dato dall’ex mister nerazzurro?

«Sì, prima di tutto è una persona seria e intelligente, il che non è così scontato. Pioli è stato bravo a normalizzare un ambiente che nei mesi prima di lui era in un grande stato di agitazione. Anche nel momento in cui la situazione non era tranquillissima lui ha mantenuto la calma e continuato a lavorare. Adesso può raccogliere i frutti dell’impegno quotidiano».

L’Hellas Verona, invece, come sta?

«La partenza è stata difficilissima, poi la squadra si è un po’ ripresa e adesso cerca di lottare per restare a galla. Diciamo che almeno adesso lascia aperta una porta per la permanenza in Serie A».

Che gara sarà al Franchi?

«Penso sarà una sfida impari, proibitiva per gli scaligeri se guardiamo i valori in campo. Il Verona dovrà essere bravo a sfruttare le occasioni qualora ci dovessero essere e dare il massimo, di più non può fare. Non sono queste le partite da vincere, bensì quelle contro le dirette concorrenti per la salvezza. La Fiorentina sarà arrabbiata e avrà una gran voglia di riscatto che credo farà la differenza».

Qual è il pericolo numero uno per i gigliati?

«… Pazzini! Mi dispiace che l’ex viola giochi così poco perché è un centravanti vecchio stile, uno che la butta dentro spesso e volentieri e fa reparto da solo. Se giocherà, credo sarà lui il maggior pericolo per la Fiorentina».

Per quanto visto nel girone d’andata e nelle prime due gare del 2018, crede che Fiorentina ed Hellas Verona riusciranno a centrare i loro rispettivi obiettivi?

«Per i gialloblù è difficilissimo raggiungere la salvezza ma non impossibile: occorre tanta cattiveria agonistica e concentrazione per fare risultati su campi difficili. Ogni gara è una finale. I viola invece hanno tutte le carte in regole per conquistare il sesto/settimo posto ma non sarà affatto facile: ci sono tante squadre in lotta per quei posti e tutte sono motivate e attrezzate. I ragazzi di Pioli stanno facendo il loro campionato, se vogliono entrare in Europa dovranno essere costanti, mantenere qualità di gioco e voglia di arrivare ai risultati. Mi auguro che entrambe ce la facciano».

Chi vede favorita per lo Scudetto?

«Il Tricolore, ormai, è una corsa a due tra Napoli e Juventus. I partenopei stanno facendo un grande campionato ma Sarri ha bisogno di recuperare gli infortunati e la brillantezza dei suoi uomini-chiave. Penso che la sfida tra azzurri e bianconeri durerà fino al termine della stagione, ma vedo la Juve avvantaggiata: nonostante tutto ha qualcosa in più, soprattutto a livello di esperienza e mentalità».

Giacomo Cialdi

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