Mondonico: “Credo in questa Fiorentina e scommetto su Chiesa”

Mondonico: “Credo in questa Fiorentina e scommetto su Chiesa”

Il grande doppio ex, tifoso viola: “Pioli è determinante ed è uno dei punti di forza di questa Fiorentina, giudicata scarsa prematuramente. Dovessi scommettere, punterei sull’esplosione di Federico Chiesa.Questa Atalanta si batte tirando fuori gli attributi”

Sono soltanto alcune delle opinioni espresse da Emiliano Mondonico, intervistato in esclusiva dal Brivido Sportivo, in occasione di Fiorentina-Atalanta, una gara tra due squadre che ha allenato, centrando grandi traguardi, e che conosce benissimo. Con il tecnico lombardo abbiamo parlato, tra le altre cose, dell’inizio di stagione dei viola, dei calciatori arrivati nel corso dell’ultima tormentata estate e dell’atmosfera che si respira in città e nello spogliatoio gigliato.

Mister, che idea si è fatto della Fiorentina targata Stefano Pioli?

«A mio parere è un po’ troppo presto per dare dei giudizi netti sulla squadra, sono state giocate pochissime partite e il gruppo ha bisogno di lavorare e conoscersi meglio. Certo è che se la Fiorentina fosse sempre quella vista a Verona e contro il Bologna, ci sarebbe da sfregarsi le mani».

Dopo cinque giornate, quali crede siano stati fino ad ora i punti di forza e le debolezze dei viola?

«I punti di forza sono stati essenzialmente due: Pioli e la società. L’allenatore perché non ha mai usato una parola fuori posto, è stato determinante con la sua positività e il suo entusiasmo. La società perché è stata zitta, ha messa in vendita la Fiorentina e poi, preso atto che non c’erano le condizioni per vendere, ha cominciato a lavorare con i propri uomini mercato. Per quanto riguarda le debolezze, credo siano riassumibili nel poco tempo avuto a disposizione per lavorare. Serve un po’ di tempo e di pazienza».

Le piace il lavoro fatto nella sessione estiva di calciomercato?

«Sono arrivati tanti giocatori di qualità, giovani di belle prospettive… In generale credo siano state fatte ottime operazioni».

Nello scetticismo generale…

«E’ vero, è stato una campagna acquisti snobbata, sembrava che fosse tutto sbagliato, che i giocatori arrivati non fossero giocatori. Non è così».

Dovesse scommettere sulla resa di un calciatore, su chi punterebbe?

«Non ho dubbi: Federico Chiesa. Ho visto fare delle cose al numero 25 viola che mi fanno pensare che possa veramente diventare un grandissimo calciatore. Il gol realizzato contro il Bologna è una perla di rara bellezza. Spero in questa stagione riesca a confermare le premesse».

A proposito di Chiesa, tornano in mente il lungo abbraccio con Pioli nella gara di Verona e il tuffo tra i tifosi al Franchi dopo la rete al Bologna. In generale, anche lei ha la sensazione che il gruppo sia molto unito e che nello spogliatoio si respiri una buona atmosfera?

«Assolutamente sì! Il fatto che la piazza abbia giudicato, a priori, i giocatori come inadatti ha fatto sì che la squadra diventasse un gruppo. Si è formato il “noi contro tutti”, cioè la voglia di dimostrare di essere all’altezza e di sovvertire dei giudizi che, obiettivamente, erano prematuri».

Astori-Pezzella, Badelj-Veretout, Simeone. E’ questa l’ossatura centrale della Fiorentina di quest’anno?

«Credo siano i titolari individuati dall’allenatore. Magari nel corso della stagione verranno fuori dei valori che ci sorprenderanno ma ad oggi questo è lo scheletro della squadra. Mi faccia dire una cosa su Astori… Ho allenato Davide tantissimi anni fa, ai tempi della Cremonese, e le assicuro che mai e poi mai avrei immaginato sarebbe diventato così: era un ragazzo pallido e timido, adesso è maturo e concreto. Per me è una grande soddisfazione vederlo con la fascia da capitano nella Fiorentina».

Mister oggi al Franchi va di scena la gara con l’Atalanta, squadra rivelazione dello scorso campionato. Com’è cambiata la banda di Gasperini e qual è l’errore che i viola dovranno assolutamente evitare?

«L’Atalanta ha venduto degli ottimi giocatori ma ne aveva altrettanti in casa o sotto osservazione. A mio parere è più forte dello scorso anno perché è la seconda stagione e certi automatismi sono assimilati e, in generale, è un gruppo più consapevole e sicuro. E’ una squadra più da competizione europea che da campionato, in quanto soffre molto il tatticismo avversario. Sarà certamente una bella sfida, ma molto difficile per i gigliati: occorrerà la giusta concentrazione ma anche l’adeguata carica agonistica. Insomma, senza attributi sarà dura portare a casa i tre punti».

Dall’alto della sua esperienza da allenatore, si sente di dare un consiglio a Stefano Pioli e ai giocatori della Fiorentina, specie ai più giovani e ai nuovi arrivati?

«A Pioli non devo dare nessun consiglio, sta lavorando bene e i frutti di questo lavoro si vedranno. Da tifoso viola, ho fiducia in lui. Per quanto riguarda i calciatori, consiglio loro di ascoltare la gente, di prestare attenzione a ciò che dicono: i fiorentini sono eccezionali e riescono a supportare i propri pupilli in modo straordinario. Quando hai l’appoggio della gente sei costretto a dare il meglio che hai. E se dai il meglio… o ci sei o non ci sei».

Giacomo Cialdi

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