Lettera aperta ad Andrea Della Valle

Lettera aperta ad Andrea Della Valle

Caro presidente dimostri ai “rosiconi” che la sua famiglia non è qua per fare da comparsa e dia a Sousa i ricambi che servono.

Caro presidente (ci permettiamo di chiamarla così in barba a tutte le alchimie burocratiche che affliggono l’organico societario secondo cui lei sarebbe solo il presidente onorario ma non possiede né l’età né il carattere per una carica da pensionato, né per lasciare ad altri il proscenio del protagonista) Caro presidente, dicevamo, ci piace l’entusiasmo con cui ha voluto sottolineare il secondo posto della Fiorentina. E’ vero, è la prima volta nella sua storia viola che chiude l’anno con la squadra tanto in alto: davanti c’è solo l’Inter a un punto, accanto il Napoli e dietro tutte le altre. Come è vero che di tutto il lotto delle protagoniste, la società viola ha il fatturato più modesto (novanta milioni). Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Come è giusto che rivendichi il merito di aver scelto Paulo Sousa, davvero un bel colpo. Insomma tutto bene? No, ce lo consenta. Il traguardo di fine anno è un obiettivo  importante ma, come ci insegna la storia, effimero come tutte la classifiche provvisorie. Allora ? E’ il momento che la famiglia Della Valle e lei in prima persona, getti la maschera. Se guarda la classifica (come lei avrà certamente fatto) si accorgerà che la squadra ha vinto molto (11 volte) ha pareggiato poco (2 volte) ma ha perso quattro volte: Torino, Roma, Napoli e Juventus. Granata a parte, i suoi hanno perso contro tre squadre vogliose di primato, piene di qualità ma soprattutto pregne di un fervore agonistico che ne fanno la differenza. Sempre considerando i numeri della classifica, la Fiorentina ha il miglior attacco ma anche la peggior difesa nel gruppo delle migliori. In più, ormai pare chiaro a tutti che al povero Sousa manca (oltre a qualche difensore) una rosa di ricambi validi per continuare a tenere la testa del torneo. Quindi, nel religioso rispetto del bilancio, serve che Lei impegni la società alla ricerca di quanto occorre. Non ci permettiamo di fare nomi, tra i tanti suoi collaboratori ce ne sarà pur qualcuno capace di suggerirle qualcosa di buono. Ecco, bisogna che Lei dimostri anche ai “rosiconi” di buona memoria che i Della Valle e lei in particolare non sono qua a far da comparse. Non ci aspettiamo miracoli ma la dimostrazione che si farà il possibile di restare lassù. Dicono che talvolta arrivare terzi sia meglio che vincere lo scudetto (anche se noi facciamo fatica ad accettarlo) perché si incassa di più e si spende di meno. Il calcio è soprattutto un prodotto di passione. Ebbene dia corpo ad un sogno.

Massimo Sandrelli

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