Il rigore strappato e il Nikola valoroso

Il rigore strappato e il Nikola valoroso

Due immagini, due istantanee che compattano le emozioni vissute dal popolo viola nella partita più attesa. Non è stata una notte dolce quella di ieri, ma tornando a casa i due fotogrammi rimbalzano nella mente, rendendo un po’ meno amara la sconfitta contro la nemica più odiata. Perché la Fiorentina ha giocato un gran bel primo tempo, mettendo sotto una Juventus infinitamente più forte sotto tutti i profili. Eppure non è sembrato così. Per una notte i pigmei viola sono riusciti a mettere in difficoltà i giganti bianconeri, aggredendoli e togliendoli il fiato, la lucidità, il tempo per le idee. Se Veretout avesse avuto l’opportunità di calciare quel sacrosanto rigore, forse la partita avrebbe preso un’altra direzione e oggi staremo a parlare di una Fiorentina capace di fermare la corazzata di Allegri. Di certo la squadra di Pioli avrebbe meritato di uscire dal campo con un risultato positivo, ma Firenze è stata, per l’ennesima volta, prevaricata. Nonostante il Var, anzi, paradossalmente, proprio per colpa del Var perché quell’arbitro senza coraggio il penalty l’aveva concesso, salvo farsi convincere da chi sta dietro gli schermi (e dai giocatori della Juve) che quel giusto rigore non s’aveva da dare per un inesistente fuorigioco. Poi si è messa in mezzo anche quella sfortuna che, con cadenza regolare, avvalora il teorema della metafisica viola: se c’è qualcosa che può andare storto alla Fiorentina, nei momenti topici della sua storia, questo accade con svizzera regolarità, rendendo vani gli sforzi. Del resto chi sceglie la fede gigliata, sceglie di percorrere una strada in perenne salita, autocondannandosi alla sofferenza. Ma la sensazione di essere dalla parte del giusto rende l’orgoglio sempre più forte.
Tutto questo è storia nota, ciò che, invece, non sapevamo è di avere in rosa un ragazzino che potrebbe affiancare Chiesa nel percorso verso un grande avvenire. Ha vent’anni e viene da Belgrado. Il suo nome è Nikola Milenkovic. Ieri Pioli lo ha schierato  a destra, per controllare la furia di Mandzukic e Nikola ha sfoderato una gran prestazione, ringhiando sullo spigoloso croato e mettendo in mostra una personalità che solo i grandi possono manifestare ad appena vent’anni. Soprattutto quando Higuain ha cercato di mettergli soggezione dopo aver subito un (regolare) contrasto. Milenkovic anziché scusarsi ha mostrato i denti, senza sottrarsi al testa a testa con l’attaccante della Juve. Presunzione? No, semplicemente ferrea volontà di farsi rispettare. Perché a Firenze nessuno viene a fare l’arrogante e, per fortuna, ci ha pensato il ragazzino serbo a ricordarlo all’isterico Gonzalo.

Tommaso Borghini

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