DIAMANTI: «UNA GRANDE SFIDA TUTTA VIOLA»

DIAMANTI: «UNA GRANDE SFIDA TUTTA VIOLA»

Il nuovo acquisto della Fiorentina si presenta: vestirà la maglia numero 18 e già domenica a Verona sarà in campo

Ha detto alcune delle cose più importanti di quest’ultimo periodo, fondamentali per la Fiorentina. Ha detto che lui è uno che in campo metterà tutto, come ha sempre fatto. E che bisogna scommettere su questa squadra, perché è capace di giocare alla pari con tutti. E’ questa la  lezione che Alessandro Diamanti ha portato nella squadra viola e sono parole che mai come ora sono importanti per un gruppo che, al di là di parole e polemiche ha, davanti a sé ancora tutti gli obiettivi possibili. E’ sesta in classifica, vicinissima a quel terzo posto che vorrebbe dire Champions, andrà a Londra per giocarsi col Tottenham metà della qualificazione in Europa League e poi avrà davanti a sé anche la Coppa Italia. E allora, benvenuto Alino.

 

UN SI’ VIOLA. «Sapevo dell’interesse di tanti club, ma alla Fiorentina ho detto subito di sì perché nella mia carriera un po’ strana le sfide mi sono sempre piaciute e questa è sicuramente una grande sfida. Arrivare da dodicimila chilometri e trovarsi ad essere, adesso, a dodici chilometri a casa, è un piccolo record. Ho centrato anche questo. Mi sono emozionato anche ieri (domenica, ndr), dalla tribuna. Al Franchi c’ero venuto ragazzino, mi ci portò Castelletti. Era un Fiorentina-Milan e fece gol Robbiati, il cui sinistro non l’ho mai dimenticato. Essere seduto ieri in tribuna autorità e sapere che presto in campo ci tornerò con questa maglia indosso mi dà ancora più energia. Mi chiedete se mi ha cercato anche la Juventus? Mi volevano alcune squadre, ma… (ride, ndr) si dice il peccato non il peccatore».

 

UN OCCHIO ALL’AZZURRO. «Se tra i miei obiettivi c’è anche il ritorno in Nazionale? La maglia azzurra te la devi meritare partita dopo partita e quel che più conta adesso è fare bene nel proprio club. Se Montella vuole io sono pronto a giocare subito. La mia qualità maggiore è che non mollo mai».


UN ARRIVO, NON UN RITORNO. «Per me non si tratta di un ritorno. Quando arrivai, nel gennaio del 2003 ero un rinforzo del settore giovanile. Feci tre presenze in prima squadra solo perché ero un po’ più bramino degli altri. Essere qui oggi, con tanti altri campioni nello spogliatoio ha un significato importante: vuol dire che in questi dieci anni ho lavorato bene. Il mio obiettivo più grande è quello di pedalare a testa bassa. Fisicamente sto bene, ma il ritmo si acquista solo allenandosi e giocando con i compagni. Oggi (ieri, ndr) ho fatto il mio primo allenamento col gruppo ed è stato bellissimo. Sono carichissimo, aspetto solo di scendere in campo. Non vedo l’ora, anche perché non è stato facile in questo mese allenarsi da solo»

Alessandro Rialti

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