Dell’Oglio: «Pek il numero uno»

Dell’Oglio: «Pek il numero uno»

La Sampdoria per continuare a sognare un posto in Champions League per la prossima stagione, poi testa e gambe alla Juventus. Non commettere un passo falso martedì al Franchi contro la Vecchia Signora significherebbe raggiungere il primo vero obiettivo stagionale: una finale. Già, dopo la beffa dello scorso anno, la Fiorentina ha gettato le basi all’andata per tornare a Roma il prossimo 7 giugno. L’1-2 firmato Salah dello Juventus Stadium autorizza sogni e speranze, anche se la parola d’ordine è quella di non prendere sotto gamba la Juventus, capace di imprese ben più difficili nella sua storia. Montella lo sa e tiene sulla corda i suoi ragazzi, all’inizio di un secondo ciclo tremendo di partite, tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Ed allora, passo dopo passo, la Fiorentina prova a scrivere la storia. Il primo appuntamento è al ‘Franchi’, contro la Juventus. Sceneggiatura più bella non poteva essere scritta. Il teatro dei sogni sarà gremito di oltre 30.000 tifosi. Firenze vuole vivere un’altra notte magica, una di quelle che i ragazzi di Montella sanno regalare. Per la nostra rubrica Fiorentina Amore Mio, questa settimana abbiamo intervistato in esclusiva Antonio Dell’Oglio.

La vittoria dell’andata autorizza pensieri positivi. Quale può essere il pericolo per la Fiorentina?

«E’ una partita speciale, tutti sappiamo che cosa significhi per Firenze una partita contro la Juventus. Il pericolo può essere quello di sottovalutare l’impegno, ma sono convinto che i ragazzi sappiano bene cosa devono fare per raggiungere la finale. Servirà un pizzico di sacrificio in più, perché la Juventus non muore mai».

Juventus a parte, crede che questo sia l’anno giusto per vincere un trofeo?

«Me lo auguro di cuore, ma ne sono anche convinto. C’è una magia particolare che non deve essere sprecata. Mio figlio è patito per la Fiorentina, come me, mi ha già detto che se andiamo in finale di Coppa Italia vuole andare a Roma. E io ce lo porterei molto volentieri».

Neto giocherà, probabilmente, contro il suo futuro. Lei lo manderebbe in campo?

«Si, certamente. Si è dimostrato un portiere forte ed un grande professionista. Adesso conta mettere in campo i più bravi per raggiungere i vari obiettivi. Neto ha dimostrato di voler dare tutto per la maglia Fiorentina, fino a quando la indosserà».

Si aspetta qualche altra giocata decisiva da Salah?

«Magari! E’ davvero diventato fondamentale in poco tempo per questa squadra. E’ un’arma vincente, si vede che ha entusiasmo ed è in sintonia con i compagni. Però il giocatore fondamentale, secondo me, è un altro…».

Prego.

«Mi riferisco a Pizarro. E’ l’anima della squadra, il cuore del gioco. E’ quello che, più di tutti gli altri, può indirizzare le sorti di una partita. Ho un debole per lui».

E adesso sta tornando anche Giuseppe Rossi. E’ la ciliegina sulla torta?

«Speriamo, mi auguro davvero che abbia risolto i suoi problemi per la Fiorentina ed anche per la Nazionale. Spero che la sua tortura sia finita e che non debba soffrire più. Ha un talento incredibile, potrebbe far fare un ulteriore salto di qualità alla Fiorentina».

Alessandro Latini

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