Con gli occhi giusti

Con gli occhi giusti

La buona notizia è che arriverà l’occhio di falco che finalmente dirà una parola decisiva, e definitiva, sui gol/non gol mandando definitivamente a casa i giudici di porta. E facendo così risparmiare soldi alla Federazione.

La cattiva notizia è che nelle due partite decisive della stagione i giocatori della Fiorentina hanno mostrato, più che l’occhio di falco, quello di un pesce morto. L’occhio vacuo e liquido del pescato poco fresco lasciato troppo tempo sui banchi del mercato. Il bello, anzi il brutto, è che nessuno dei giocatori scesi in campo nei 180 minuti ha mostrato qualcosa di diverso, una parvenza di entusiasmo. Lo stesso Montella ha rimescolato talmente le carte da non riuscire (forse) a capirci più nulla nemmeno lui. E siccome le disgrazie, quando arrivano, non vengono mai sole, ecco che arriva la vittoria del Parma sulla Juventus (“Hai visto, saranno anche falliti, ma che cuore! Mica come noi!” ci sembra di sentirli). E poi il gol di Klose (“Quello era il tedesco buono! Mica quello che ci hanno rifilato da Monaco!”). E poi le parole di Giuseppe Rossi che rimandano a chissà quando il suo rientro. Insomma in questa settimana, non solo le sconfitte ma anche il contorno ha contribuito a rendere più pesante l’atmosfera.

Grandi delusioni, quindi. Anche se il colpo più duro è stato, inutile dirlo, quello con la Juventus. Molti si ricordavano di quando l’incontro con i bianconeri era la madre di tutte le partite. Altri tempi, infinitamente peggiori di quelli di oggi. Anni di pochi soldi, di retrocessioni sfiorate, di campagne acquisti poverissime. Ma chi ha visto la partita di martedì scorso non poteva che stropicciarsi gli occhi (di falco o di pesce morto) vedendo la scarsa determinazione, la poca grinta, quasi la rassegnazione con cui chi è andato in campo ha affrontato la serata. Durata, per la Viola, pochi minuti: fino al gol annullato a Salah. E allora qualche piccolo (o grande) rimpianto viene. Perché ci ricordiamo giocatori infinitamente meno dotati di quelli di oggi, che ribollivano di rabbia e mostravano gli occhi attenti del gatto quando vedevano quelle maglie. Vincevano partite impossibili e tutti erano felici per aver battuto gli “odiati” bianconeri. Spesso la stagione finiva lì. Adesso ci sono ancora altri traguardi da raggiungere, per fortuna. A cominciare dall’Europa League. Roba che allora rimaneva spesso nel mondo dei sogni.

Basterà tirare fuori gli artigli. E gli occhi giusti.

Duccio Magnelli

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