Ariatti: “L’Atalanta può pagare la stanchezza Ma per vincere serve la migliore Fiorentina”

Ariatti: “L’Atalanta può pagare la stanchezza Ma per vincere serve la migliore Fiorentina”

Luca Ariatti è uno protagonisti del Brivido Sportivo dedicato alla sfida tra Fiorentina e Atalanta in quanto doppio ex. Ripercorrendo velocemente il film della sua carriera, troviamo tre passaggi temporali importanti che hanno scandito il percorso dell’ex centrocampista prima di divenire procuratore.
Gli 11 anni passati con la squadra della sua città, la Reggiana, dagli esordienti fino al debutto in Serie A nell’agosto 1997. Poi l’esplosione con la maglia della Fiorentina riportandola dai campi di provincia della C2 fino alla massima serie, oltre ad aver avuto l’onore di diventarne capitano. Infine la consacrazione da giocatore “vero” di serie A con le maglie di Atalanta, appunto, e ancora Lecce e Chievo. Oggi Ariatti veste i panni del procuratore, dicevamo, con il sogno di portare a Firenze tanti buoni giocatori per la squadra che ancora gli è rimasta più nel cuore.

Ariatti, come giudica questa nuova Fiorentina?

“Una Fiorentina partita con un po’ di scetticismo, con un ambiente non compatto ed unito come dovrebbe essere, ma che mi auguro con i risultati possa ritrovare l’entusiasmo. Un squadra molto cambiata, da cui sono partiti tanti giocatori di spessore a fronte di tanti giovani buoni arrivati. Anche la guida tecnica è cambiata ma l’allenatore avrà la possibilità di fare un buon lavoro. Ci vorrà tempo per amalgamare la squadra e per inculcare nei giocatori la nuova filosofia del mister. Bisogna credere, a occhi chiusi, nel nuovo progetto. L’inizio non è stato incoraggiante, ma abbiamo avuto la possibilità già di riprenderci. Adesso bisogna continuare a fare risultati perché quelli aiutano sempre”.

Un voto al mercato viola?

“Non si può dare un voto complessivo anche perché oggi il mercato non chiude mai, ricordiamoci che c’è ancora la finestra di gennaio. I progetti si costruiscono nel tempo. Non si poteva fare diversamente, valutando le singole situazioni. Vedi Bernardeschi, Kalinic, Borja Valero, che volevano andare via. Ma attenzione a coloro che sono arrivati: Benassi, Simeone e Veretout, per esempio, hanno rimpiazzato in modo ideale alcuni dei partenti”.

Badelj e Chiesa, giocatori cardine del nuovo ciclo, devono ancora rinnovare il contratto…

“Sono due situazioni diverse. Badelj, col vecchio procuratore, è stato al centro di tante chiacchiere. Chiesa non credo metterà mai in difficoltà la società. E’ proiettato verso un futuro in maglia viola ed è un ragazzo con una spiccata intelligenza, oltre che molto rispettoso della società che lo ha lanciato”.

La difesa e il ruolo del terzino destro preoccupano sempre in casa viola?

“Astori è uno dei migliori difensori italiani, è un nazionale e farà la differenza. La difesa è un reparto che, nel tempo, la Fiorentina cercherà sempre di migliorare, perché è proprio dal pacchetto arretrato che passano quei risultati che, forse, la squadra viola sta ancora cercando”.

Come valuta invece l’attacco viola?

“Simeone è un gran colpo sia per la giovane età che per le giocate che sa fare. Thereau è stata un’occasione di mercato e con il Cholito forma una coppia interessante. Però i gol dei centrocampisti saranno determinanti. Benassi, per esempio, ne ha sempre fatti diversi, speriamo che continui”.

Che partita prevede contro l’Atalanta?

“L’Atalanta ormai non può più essere considerata una provinciale, ma un delle realtà più belle del calcio italiano. Ha un organico composto da più alternative e buoni titolari. Giocare contro i nerazzurri è sempre difficile, però quest’anno hanno la doppia competizione e anche loro pagheranno dazio in termini di energie fisiche. Detto questo, se vuole vincere, la Fiorentina dovrà esprimere in campo la migliore versione di sé”.

Tra Della Valle e Firenze è in corso un nuovo avvicinamento?

“La famiglia Della Valle è una proprietà italiana e già per questo va applaudita per tutto quello che ha fatto dal primo giorno in cui ha preso in mano la Fiorentina. E’ chiaro che non può essere paragonata alle realtà cinesi o americane, ma dovrebbe essere apprezzata di più. Purtroppo oggi il tifoso pretende tanto e ha poca riconoscenza. Ci sono state troppe polemiche che hanno fatto stizzire la proprietà. Adesso diamo ai Della Valle il tempo di riavvicinarsi perché, se si vuole fare un salto di qualità, c’è ancora molto da lavorare”.

Che ricordi ha della piazza fiorentina?

“Non posso che parlare bene di Firenze e della Fiorentina, sono tornato alla stadio qualche mese fa per la partita contro la Lazio e la gente mi ha accolto in maniera fantastica. Quando vesti la maglia viola ti rimane per sempre sulla pelle. Oggi, da agente, spero di portare tanti giocatori interessanti alla società con cui è sempre un immenso piacere lavorare”.

Lucia Petraroli

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