Ai confini della realtà

Ai confini della realtà

Dopo la sconfitta di Milano appare chiaro che la Fiorentina appartiene alla metà del cielo meno nobile del calcio italiano, quella più vicino al tramonto che all’alba. Alla squadra viola non resta che proseguire il cammino in Europa League per arrivare più lontano possibile e guadagnarsi delle soddisfazioni. Sognare la conquista della Coppa è lecito ma sappiamo anche quanto sia difficile l’impresa, quasi ai confini dei quelle che sembrano le possibilità degli uomini viola. I numeri aiutano meglio a capire la Fiorentina di quest’anno. In campionato ha realizzato 42 gol subendone 35 ma mentre in casa il saldo è attivo (18 contro 11) in trasferta la situazione si rovescia (23 contro 24). Non c’è dubbio che l’impianto difensivo è il punto critico della squadra di Paulo Sousa. Patisce le scorribande avversarie sulle corsie laterali, difetta di copertura a centrocampo e non possiede un centrale difensivo che sappia essere riferimento nel gioco aereo. Gonzalo Rodriguez è stato utile negli ultimi anni, ormai, però, forse anche a causa del rinnovo contrattuale che non è arrivato, ha fatto il suo tempo. E proprio dalla rifondazione della difesa passa il futuro della Fiorentina. Ci sono poi degli equivoci da sciogliere. Giocatori come Ilicic e Tello si ha la sensazione che abbiano dato tutto quello che potevano. Se la società ha delle ambizioni deve ricostruire sui due Federico (Chiesa e Bernardeschi) su Kalinic, su Borja Valero, su Vecino, su Astori. Soprattutto bisogna chiarire bene il rapporto con Paulo Sousa. A giudicare da fuori sembra che il tecnico portoghese abbia già fatto le valigie ma potremmo sbagliarci. Certo è che un allenatore non può disegnare un progetto tattico a prescindere dagli uomini che ha a disposizione. Invece lui continua a mettere giocatori fuori-posizione come Sanchez e Salcedo impiegandoli da esterni loro, che esterni non sono. Continua a puntare su Ilicic, quando appare chiaro che il talentuoso centrocampista appare distratto, forse demotivato, certo spesso con un rendimento indisponente. Allora se tra Paulo Sousa e la società le posizioni restano così lontane, come si può pensare ad un futuro comune?
Allora che si faccia buon uso di tutto quello che di positivo si è colto quest’anno ma si pensi, già da ora, alla prossima stagione. Come recita una famosa pubblicità: “…once seen, never forgotten…” Una volta che si è visto il bello non si può dimenticare. Vero che a Firenze si è visto di tutto ma il bello (specie nel calcio) lo si è visto spesso e ci manca da morire…

Massimo Sandrelli

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