30 maggio 1957: la Fiorentina sfida il Real Madrid nella finale di Coppa dei Campioni

30 maggio 1957: la Fiorentina sfida il Real Madrid nella finale di Coppa dei Campioni
C’è un record che nessuno potrà mai togliere alla Fiorentina. Quella viola, infatti, è stata la prima squadra italiana a disputare la finale di Coppa dei Campioni esattamente 61 anni fa. Giovedì 30 maggio 1957 (alle 17.30), il giorno dell’Ascensione (allora festivo), a Madrid la formazione di Fulvio Bernardini giocava contro il mitico Real la partita più importante della sua storia a livello internazionale.

IL CAMMINO La Fiorentina inizia il suo cammino in Coppa dei Campioni dagli ottavi di finale. Debutta al Comunale il 21 novembre 1956 contro gli svedesi del Norrkoping. Va in svantaggio dopo 8 minuti per un gol di Bild ma pareggia al 15′ con una rete di Claudio Bizzarri. Il match finisce 1-1. Il ritorno non si disputa in Svezia perché in quel periodo dell’anno, causa la neve, ci sono problemi di praticabilità del campo. L’incontro va così in scena, una settimana più tardi, il 28 novembre allo stadio Olimpico di Roma. La Fiorentina vince per 1-0 grazie a una rete realizzata dal centravanti Virgili. E’ questa la prima vittoria nella manifestazione europea più importante. Ai quarti di finale i viola trovano sulla propria strada gli svizzeri del Grasshoppers. Nel match d’andata al Comunale si impongono per 3-1 e dopo 12 minuti sono già in vantaggio per 3-0 grazie al gol di Segato e alla doppietta di Taccola. La partita di ritorno a Zurigo termina 2-2 (reti di Julinho e Montuori). La Fiorentina vola così in semifinale. L’avversaria è particolarmente insidiosa. E’ la Stella Rossa, all’epoca una delle squadre più forti non solo dell’ex Jugoslavia ma di tutta Europa. La formazione di Bernardini, però, compie un’autentica impresa e vince per 1-0 la gara d’andata a Belgrado grazie a un gol di Maurilio Prini. Il match di ritorno al Comunale termina 0-0. La Fiorentina va così in finale. E’ un traguardo straordinario perché, tra l’altro, i viola non hanno mai perso neppure un incontro.

LA FINALE La Fiorentina affronta il Real Madrid (che nel suo percorso verso la finale ha subito anche una sconfitta) nella tana del lupo, ovvero al Santiagio Bernabeu. Il regolamento stabilisce, infatti, che la finale si disputi nella città della squadra che si è aggiudicata la Coppa dei Campioni la stagione precedente. E nel 1955/56 il trofeo lo aveva vinto proprio il Real. Bernardini, di fronte a 124.000 spettatori, manda in campo la seguente formazione: Sarti; Magnini, Cervato; Scaramucci, Orzan, Segato; Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, Bizzarri. Sono assenti Chiappella, infortunatosi nel match della Nazionale giocatosi a Lisbona, e Prini. Al loro posto ci sono rispettivamente Scaramucci e Bizzarri. Nel Real Madrid fra gli altri, in difesa, gioca anche Marcos Alonso Imaz, per tutti Marquitos. E’ il nonno di Marcos Alonso, l’ex difensore viola, nipote ma anche figlio d’arte. Al Bernabeu la Fiorentina fa la sua figura. Sarti tra i portieri è sicuramente il più impegnato. Ma se solo gli attaccanti viola fossero più precisi, magari ci potrebbe scappare anche il colpaccio. Così non è purtroppo. E quando mancano poco più di venti minuti al novantesimo succede il fattaccio. Sale in cattedra l’arbitro olandese Horn che diventa il protagonista del match. Ricordate il norvegese Ovrebo, il direttore di gara che negli ottavi di Champions del 2010 in Bayern Fiorentina convalidò il gol del 2-1 segnato da Klose in netto fuorigioco? Non è stato il primo arbitro, a livello internazionale, a penalizzare la Fiorentina in modo assai grave. Il primo è stato Horn al Bernabeu. Al 24′ della ripresa, sul risultato di 0-0, Kopa lancia Mateos in netta posizione di fuorigioco. Il guardalinee alza subito la bandierina per segnalare l’offside. Ma Horne fa proseguire. Mateos continua la sua corsa palla al piede ma a un metro o forse più fuori area viene sgambettato da Magnini. L’arbitro fischia. Ma non assegna la giusta punizione al limite dell’area al Real bensì il calcio di rigore. E’ un penalty inesistente e per di più concesso su un’azione di chiaro fuorigioco. Capitan Cervato e gli altri giocatori viola protestano vivacemente. Ma Horn è irremovibile. Sul dischetto va il centravanti Di Stefano. Sarti intuisce il tiro ma non riesce a bloccarlo. Così il Real passa in vantaggio. Al 31′, poi, con la Fiorentina all’attacco alla ricerca del pareggio, gli spagnoli in contropiede raddoppiano con l’ala sinistra Gento. Il match finisce qui con il successo per 2-0 del Real Madrid. Comunque i viola escono a testa alta, dopo aver disputato un’ottima partita, ma anche con la rabbia in corpo per il grave torto arbitrale subito.

I GIOCATORI Nelle 7 partite giocate, finale compresa, Bernardini ne impiega 18. Oltre agli 11 schierati al Bernabeu, in Coppa dei Campioni giocano anche Chiappella, Prini, Taccola, Toros, Rosetta, Parodi e Rozzoni. Il goleador dei viola è il ventiduenne centravanti livornese Romano Taccola, autore di 2 reti. E’ il primo giocatore viola a segnare una doppietta in Coppa dei Campioni.

 

Ruben Lopes Pegna

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