Sara Colzi: “Che orgoglio le mie ragazze!”

Sara Colzi: “Che orgoglio le mie ragazze!”

Il Brivido Sportivo è andato a trovare Sara Colzi, allenatrice della Primavera della Fiorentina Women’s, grande protagonista della vittoria del prestigioso Trofeo Città di Arco per il secondo anno consecutivo, successo ottenuto battendo in finale un colosso come la Res Roma, squadra vincitrice, per tre stagioni di fila, dello scudetto di categoria. Sara, ex giocatrice professionista, vanta un curriculum di prim’ordine che sta ulteriormente arricchendo grazie all’ottimo percorso da allenatrice. Dopo una prima esperienza da “seconda” di mister Sauro Fattori con la prima squadra, si è tuffata nella “bellissima esperienza”, come la definisce lei stessa, del settore giovanile dove sta dimostrando tutto il suo talento.

Sara Colzi, quanta soddisfazione c’è nell’aver vinto per il secondo anno consecutivo il prestigioso Trofeo Città di Arco?

“Una grande soddisfazione per la vittoria contro la Res Roma, avvenuta dopo quella altrettanto difficile contro l’Inter. La Res Roma è una corazzata, sono tre anni consecutivi che vince lo scudetto, le mie ragazze hanno messo testa e cuore per questa dura battaglia e sono orgogliosa di loro”.

E’ la ciliegina sulla torta di un’annata davvero importante?

“Direi di sì. I nostri numeri parlano chiaro: a livello di campionato stiamo facendo buone cose, abbiamo subito una sola sconfitta in questa annata con due pareggi e poi tutte vittorie”.

La morte di Davide Astori è stata un brutto colpo anche per il suo gruppo?

“Indubbiamente. Il calo psicologico e sportivo, come per tutta la Fiorentina, è stato importante, il carico emotivo, però, si è poi tramutato in energia positiva. Vincere questo Trofeo ci ha riempite di gioia per aver trasmesso, in un momento così triste, un po’ di felicità all’ambiente”.

Tra i suoi successi personali c’è anche il fatto di aver portato alcune sue giocatrici alla convocazione in prima squadra e in nazionale…

“La Primavera è al servizio della prima squadra e sono molto orgogliosa di questo. E’ la mia missione. Poter giocare con la prima squadra e con le nazionali per queste ragazze è molto importante, perché poi tornano migliorate e consolidate”.

La Fiorentina ha fatto da apri pista in Italia per il calcio femminile, una mossa che adesso è stata imitata da altre realtà professionistiche…

“Tre anni fa è iniziata questa avventura, che oggi è stata seguita da altri grandi club come la Juventus e nel prossimo futuro lo sarà anche da Milan e Inter. Le linee federali lanciate dalla Uefa per poter far sviluppare il settore femminile sono state importanti, la Viola le ha subito raccolte e fatte proprie allestendo la prima squadra e il settore giovanile. Noi giocatrici abbiamo sempre sognato questo sviluppo”.

Come giudica l’annata della prima squadra femminile?

“Io ho collaborato il primo anno con Sauro Fattori, oggi non conosco nel dettaglio le dinamiche di squadra, ma posso dire che è molto difficile ripetersi quando vinci tutto. Può subentrare, inconsciamente, un’ assuefazione da grandi risultati che ti fa perdere un po’ di mordente”.

Che giudizio ha della squadra maschile di Stefano Pioli?

“Dopo la tragedia di Astori il gruppo di Pioli si è compattato in modo incredibile e ha trovato energie che, magari, erano nascoste e che lo potrebbero portare anche a risultati importanti in ottica Europa. La componente psicologica è determinante”.

Oggi si parla di rilancio dei Della Valle che ne pensa?

“Tutto l’ambiente si è unito dopo questa tragedia, il ritorno dei Della Valle è tangibile, tra tifosi e proprietà si è mosso qualcosa in positivo e questo fa sperare in una nuova ricostruzione”.

Badelj e Chiesa sono i due giocatori di spicco di questa Fiorentina, cosa pensa di loro?

“Sono due bravi ragazzi con qualità morali elevate. Tutto il gruppo ha sofferto tantissimo. Questo fa capire che hanno sentimenti e valori importanti. Su Chiesa mi sento di dire che la guida del padre è determinante, Federico è nel mirino di grandi società, ma la mossa del rinnovo è stata una buona cosa, segno di intelligenza”.

La Nazionale maschile è in costruzione, da dove si riparte?

“L’esclusione dal Mondiale ha evidenziato le problematiche del calcio italiano. Gli addetti ai lavori dovranno capire come improntare una nuova programmazione. Non credo sia giusto qualificare Di Biagio come traghettatore. Facciamolo lavorare con serenità, senza tutta questa pressione mediatica”.

Il futuro di Sara Colzi è il ritorno in prima squadra?

“Al momento sono contenta di allenare la Primavera. Non è un lavoro facile, visto che si abbraccia una fascia di età dai 14 ai 18 anni. Difficile sia fisicamente che mentalmente. Al momento non esiste la categoria allieve, forse ci sarà dal prossimo anno. Ho acquisito il patentino di UEFA A per allenare in serie A è ovvio quindi che, nel prossimo futuro, mi piacerebbe poterlo fare”.

Lucia Petraroli

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