Firenze piange Mondonico, l’allenatore dal cuore viola

Firenze piange Mondonico, l’allenatore dal cuore viola

Era un grande tifoso della Fiorentina, con la tessera del Viola Club Settebello sempre in tasca. Emiliano Mondonico ci ha lasciati questa mattina, aprendo un vuoto incolmabile nel cuore sportivo della città di Firenze e della tifoseria gigliata. Da sette anni combatteva contro il cancro, lottando con la stessa grinta che lo caratterizzava nei suoi tantissimi anni trascorsi sulle panchine di mezza Italia. Anche su quella viola che aveva “abbracciato” nel 2003/2004, in serie B, quando l’impresa-promozione pareva impossibile. Per tutti, ma non per il Mondo che riuscì a centrare l’obiettivo instaurando un rapporto fortissimo con la squadra, Riganò su tutti, e conducendola fino alla vittoria nel doppio spareggio con il Perugia che sancì il ritorno in serie A della Fiorentina. Generoso, caustico e anche ribelle, Mondonico era un uomo che non accettava le ingiustizie e non aveva paura di manifestare le proprie idee, anche con gesti clamorosi come quella sedia alzata al cielo durante la finale Uefa del suo Torino ad Amsterdam. Nato a Rivolta d’Adda, da calciatore aveva vestito le maglie di Cremonese, Torino, Monza e Atalanta. Da allenatore aveva cominciato proprio con la Cremonese, riportandola in serie A nel 1984, poi l’Atalanta (altra squadra della sua vita) che condusse fino alla semifinale di Coppa delle Coppe. Seguita dall’esperienza con il Torino, esaltante, come il già citato gesto della sedia. Poi Napoli, Cosenza, Fiorentina, Albinoleffe ancora Cremonese per chiudere a Novara. Il suo grande cuore lo portò anche ad allenare gli ex alcolisti e gli ex tossicodipendenti e a commentare in tv e radio, con grande passione, le vicende della sua Fiorentina. A noi del Brivido, prima della sfida contro l’Atalanta al Franchi dello scorso 24 settembre aveva concesso l’ennesima intervista. “Io in questa Fiorentina ci credo – ci disse – e vedrete che Chiesa esploderà, raggiungendo presto la Nazionale”. Avevi ragione anche stavolta Mondo… grazie per tutto quello che ci hai dato.

Tommaso Borghini

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